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Si chiamano selvaggina da penna i vari uccelli, dalle allodole
ai beccafichi, dai tordi alle beccacce, dalle pernici
ai fagiani, dalle anatre selvatiche a tutti gli altri
uccelli d'acqua; sono selvaggina da pelo le lepri, i caprioli,
i camosci, i daini, i cinghiali.
La loro carne è piuttosto soda, ha poco grasso ed è molto più
profumata e aromatica di quella degli animali da cortile.
Il sapore e il grado di tenerezza o di consistenza delle carni
dipendono, ovviamente, dall'età dell'animale, dal suo nutrimento,
dalla stagione in cui lo si cucina e dal luogo della sua provenienza.
Certa cacciagione, per esempio, risulta migliore se consumata durante
il periodo della vendemmia.
Bisogna imparare a scegliere bene qualsiasi tipo di selvaggina, per
riconoscere se è al punto giusto di frollatura, ed è quindi già
pronta per essere cucinata, se ha necessità di qualche giorno in più
di frollatura, ed è quindi già pronta per essere cucinata, se ha
necessità di qualche giorno in più di frollatura, o se, al
contrario, l'animale è già troppo frollo., Il fagiano, per esempio,
raggiunge l'optimum della frollatura quando il petto assume un
caratteristico colore, tendente all'azzurro; l'anatra selvatica, se
giovane, ha la pelle fine, bianco-giallastra e il becco molto
flessibile; il cinghiale, che deve essere consumato sempre in tenera
età, si riconosce dai denti, che sono assai più corti di quelli
dell'animale adulto.
Oltre che sottoposta a frollatura, la selvaggina va spesso
marinata, con aromi come il ginepro, molti tipi di erbe e di spezie.
Ricordiamo, a ogni modo che oggi questi animali non vivono quasi
più in libertà, lottando per procurarsi il cibo, ma provengono da
allevamenti o riserve; per questo le loro carni sono più tenere e
hanno un sapore meno selvatico.
Ricette:
- Beccacce
- Fagiano arrosto
- Pernici
- Quaglie
- Uccelletti
- Capriolo arrosto
- Lepre alla cacciatora
- Lepre in umido
- Altro...
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