mescolare i biscotti sbriciolati con il burro fuso e ricoprire il fondo
di una tortiera apribile schiacciando per benino il tutto.
preparare la crema con tutti gli altri ingredienti e spalmarla sul fondo
di biscotti.
mettere in forno preriscaldato, 220°C per 10 minuti.
lasciare intiepidire e poi metterla in frigo per almeno 2 ore.
io l'ho trovata molto buona, sicuramente rinfrescante.
ciao a tutti, a presto,
daniela
ps:rileggendo la ricetta mi rendo conto di averla scritta malissimo, mi
dispiace, come scusa trovo il caldo insopportabile di milano.
Sent via Deja.com http://www.deja.com/
Share what you know. Learn what you don't.
>TORTA AL LIMONE (1)
>PER LA PASTA:
>200 gr burro 200 gr farina 200 gr zucchero 2 limoni 1 cucchiaio di olio di
>semi 1pizzico di sale 1 bustina di lievito
>4 uova intere
>PER LA COPERTURA:
>zucchero a velo 100 gr zucchero succo di mezzo limone
>PREPARAZIONE
>Amalgamare, possibilmente con un robot da cucina, il burro,le uova, lo
>zucchero, il lievito, l'olio, il sale, la farina, la scorza grattuggiata dei
>due limoni ed il succo di metà di uno dei limoni.
>Mettere il composto, che risulta morbido, in uno stampo imburrato e coperto
>di pane grattuggiato; informare in forno già caldo e lasciare cuocere per 30
>min alla temperatura di 160°.
>PER LA COPERTURA:
>Tolta la torta dal forno, coprirla con un soffio di zucchero a velo. Unire
>al succo di limone l'altro zucchero e coprire delicatamente la torta con
>questa "cremina" che si è formata e che ha la funzione di glassa!
>TORTA AL LIMONE (2)
>400 g. farina bianca, 200 g. zucchero semolato, 150 g. burro fuso, 100 g.
>uva passa, 6 albumi, 1 grosso limone,
>1 bicchiere di latte, 1+1/2 bustine di lievito "paneangeli", zucchero a velo
>PREPARAZIONE
>Ammolare l'uvetta in acqua tiepida, asciugarla e infarinarla leggermente.
>Impastare bene in un recipiente, inizialmente con un cucchiaio di legno poi
>con uno sbattitore elettrico, la farina, lo zucchero, la scorza del limone
>grattugiata, il suo succo, il burro fuso e il latte.
>Montare a parte gli albumi a neve fermissima.
>Aggiungere all'impasto l'uvetta e il lievito stemperato in un poco di latte,
>quindi incorporare con la massima delicatezza gli albumi a neve.
>Imburrare e infarinare leggermente un tegame rotondo da forno di circa 35
>cm. di diametro (se è più grande il dolce rischia di non lievitare bene),
>quindi versarvi il tutto.
>Cuocere in forno già caldo a 180° per circa 45 min.
>Dopo aver sfornato il dolce cospargerlo di zucchero al velo.
>La torta si gusta fredda, magari accompagnata da una crema alla vaniglia
>fatta con i 6 tuorli avanzati nella preparazione.
Penso che sabato sara un casino nella cucina ;-)
Ti faro sapere come andava.
Ciao
Joost
L'origine della delizia a Limone
tratto da:
Pasta e dolci - tra storia e tradizioni
E' il dolce "più giovane" della lunga serie che si incontra
nell'indagine sulle tradizioni dolciarie del comprensorio della
Penisola Sorrentina, intepessante le due costiere, sorrentina ed
amalfitan : la delizi a limone !
Il creatore di questo dótee, che -oggi è arrivato addirittura in
Giappone è Carmine Marzuillo, per molti anni Presidente
dell'Associazione Cuochi della Penisola Sorrentina, che,
nel suo laboratorio al viale Nizza di Sorrento, riceve le visite di
quanti cercano di carpire i suoi segreti. Per le delizie al limone
non vi sono segreti, perché dalla sua prima esecuzione - inizio anni
'70 - al Parco dei Principi (ove era chef) non ha mai negato la
"ricetta" e così, dopo il riconoscimento di
Carnacina a Formia (durante un meeting di alta cucina), se ne iniziò
la diffusione partendo dal Ristorante "Antico Franceschiello", dove
era chef Alfonso Marzuillo, fratello di Cannine. Oggi con questo dolce
- indiscutibilmente sorrentino si lancia anche il messaggio
dell'agrumicoltura delle due costiere e da viale Nizza esso è
giunto in Giappone.
Ingredienti per 6 persone
Sospiri di pan di spagna a forma sferica:
5 uova; farina gr. 150; zucchero gr. 75.
Crema pasticciera:
latte It. 1; zucchero gr. 400; farina gr. 150; 8 tuorli
d'uovo; profumo di vaniglia e scorzetta di limone.
Salsetta:
panna di latte It. 1; buccia di 4 limoni
tagliata alla Julienne; ciliegia candita.
Esecuzione:
Separare l'albume dal tuorlo e montarlo a neve con mezzo limone
spremuto. Ai tuorli aggiungere lo zucchero, montare il tutto fino a
raggiungere un'elevata densità e aggiungere la farina. Unire i due
preparati e mescolare facendo ruotare la mano dal basso verso l'alto
delicatamente. Rivestire una teglia da forno con carta oleata.
Prendere un sacchetto da pasticciere con il becco liscio, riempirlo
col preparato e formare tante mezze sfere. Infornare a 160° C per
circa 20 minuti. Unire lo zucchero alla farina, mescolando il tutto in
modo omogeneo e aggiungere un bicchiere di latte e i tuorli d'uovo.
Porre sul fuoco e con una spatola di legno girare continuamente la
crema fino all'ebollizione. Toglierla dal fuoco, aggiungere la
vaniglia, stenderla su di una superficie e lasciarla raffreddare.
Unire alla crema pasticciera fredda 3 parti di panna, la scorza
grattugiata di 2 limoni e mescolare il tutto. Svuotare i sospiri di
pan di spagna dalla parte piana e riempirli con il composto di crema e
panna, in un bagno di liquore tipo "Strega" con acqua e zucchero,
immergendoli uno per volta e riponendoli in un vassoio.
Prendere la restante crema, unirvi latte in misura tale da ottenere
una salsetta liquida giusta per "nappare " i sospiri. Con il resto
della panna formare, con un becco rigato, delle rosette sopra i
sospiri e porvi in cima mezza ciliegina candita e della Julienne di
scorza di limone.
--
sottoscrivi la ml di ihc:
http://it.groups.yahoo.com/group/cofecchieincucina/--
"e` inutile versare ruhm... nu strunz nun addiventa babba'"
icq - 2326941 http://guide.supereva.it/mangiar_bene/
http://guide.supereva.it/campania_i/--
angie
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"e` inutile versare ruhm... nu strunz nun addiventa babba'"
icq - 2326941 http://guide.supereva.it/mangiar_bene/
http://guide.supereva.it/campania_i/http://www.surrentum.info/articolo.asp?id=2002-12-03-IT&lng=it
M&C ha scritto nel messaggio <741h9f$lv...@nslave1.tin.it>...
>Crema ai marroni. Mettere in una casseruola 4 dl di latte aggiungervi 200
Crema ai cachi.4 cachi maturi ai quali toglieremo delicatamente la pelle
con la punta di un coltello appuntito. Aggiungeremo la scorza di un limone
grattugiata, un cucchiaio di succo di limone, un cucchiaino di zucchero
vanigliato, 5 cucchiai di zucchero. Tutto quanto va ridotto in purea.
Aggiungervi 100 grammi di mascarpone e 4 cucchiai di mezza panna acidulata.
Mescolare bene tutto. Presentazione: mettere la crema da due a tre ore al
fresco prima di servire. Preparazione: la crema si conserva mezza giornata
nel frigorifero. Questa ricetta dovrebbe bastare per quattro persone.
Bianco mangiare. Far bollire mezzo litro di latte con 100 grammi di mandorle
pulite e macinate. Lasciar cuocere a fuoco dolce per mezz'ora circa, e
versare in un setaccio fine schiacciando le mandorle per estrarre il loro
latte. Rimettere nella casseruola il latte alle mandorle ed aggiungere sei a
8 gocce di aroma di mandorla e 4 cucchiai di zucchero portare di nuovo a
ebollizione, ed allontanare la casseruola dal fuoco. Aggiungere mescolando 5
fogli di gelatina rammolliti un momento nell'acqua fredda e sgocciolati.
Versare in una terrina filtrando, mettere un ora circa nel frigorifero, fino
a che la massa comincia a solidificare in giro al bordo. Montare due dl di
panna ed aggiungerla delicatamente alla massa. Versare in una forma della
capacità di un litro bagnata prima con dell'acqua fredda. Lasciar
solidificare nel frigorifero per circa cinque ore. Presentazione: sfornare
la massa immergendo la forma un momento nell'acqua calda. Servire
eventualmente con un coulis di fragole o un'altra salsa alla frutta.
Consiglio pratico: le forme individuali sono più idonee alla presentazione
del bianco mangiare. Questo permette di evitare il lavoro con il quale
dovremo formare il bianco mangiare. Per procedere più in fretta: preparare
il latte alle mandorle con cinque dl di latte e tre cucchiai di pasta di
mandorle che troviamo in commercio. In questo caso, non utilizzeremo che
quattro gocce di aroma di mandorle. Preparazione: il bianco mangiare si
conserva un giorno nel frigorifero. Si consiglia di sformare al momento del
servizio. Questa ricetta dovrebbe bastare per quattro o sei persone.
Stateni bene giorgio
On Fri, 14 Jun 2002 12:52:10 GMT, "@-{-----" <limo...@tiscalinet.it>
wrote:Ingredienti :
* 400 gr di farina 00
* 300 gr di zucchero
* 100 gr di burro
* 4 uova
* 1 bicchiere di latte
* il succo e la scorza lavata e grattugiata di due arancie (quindi di
3-4 limoni)
* un pizzico di sale
* 1 bustina di lievito vanigliato, dose per 500gr di farina
* decorazione (a piacere) : un po' di zucchero vanigliato, un po' di
pezzi di aranci (limoni) canditi
Esecuzione :
* in una terrina mescolare lo zucchero con i tuorli d'uovo e il burro
liquefatto e freddo (lo puoi liquefare ad esempio nel microonde,
facendo attenzione a non farlo riscaldare troppo)
Aggiungere il succo e la scorza delle arancie (dei limoni), la farina,
il latte a piccole porzioni. Lavora bene l'impasto.
Unisci le chiare sbattute a neve, alle quali e' stato precedentemente
aggiunto il pizzico di sale per favorire l'operazione.
Mischia tutto bene, e aggiungi il lievito, rimischia tutto
perfettamente.
Cottura : 55 minuti a temperatura moderata (teglia imburrata, carta da
forno, etc.)
L'ottima esecuzione di questo dolce richiede piccole finezze, come il
setacciare bene farina e lievito, mischiare bene evitando grumi,
lasciare riposare per 5 minuti il dolce in forno senza aprire lo
sportello...etc.
Appena sfornata cospargerla di zucchero vanigliato e decorare con
canditi.
--
Grazie Gian, sei stato g e n t i l i s s i m o! Grazie davvero!!!!!:-)Non sai quanto ci sono rimasta male quando ho visto che in TV avevano appena
Antonella
www.ilavorifemminili.it
"Laura C" <c_lau...@hotmail.com> wrote in message
news:73u7ruc8v7evbpjllggo025fa13dq10iiq@4ax.com...
Emy
farfallina <evince...@libero.it> wrote in message
wTt74.25734$m62.276...@news.infostrada.it...
> Spremuta al limone
> Ci sono persone che tutti i giorni, durante l'espletamento della propria
> attività lavorativa vengono a contatto con i corpi di uomini e donne, io
> rientro in questa categoria. Ogni giorno nel mio ambulatorio diagnostico,
> eseguo esami di densitometria ossea e misurazione del grasso corporeo.
Sono
> circa una quindicina le donne di tutte le età che quotidianamente dopo
> essersi spogliante, si sdraiano completamente nude sul lettino
> densitometrico per sottoporsi all'esame mineralometrico.
> Ad essere sincero quel che più mi turba, non è l'anatomia dei loro corpi,
ne
> ho visti ormai fin troppi, ma i loro "odori", i loro "profumi". In tutti
> questi anni, ho imparato a distinguerne i diversi aromi, da quello più
dolce
> di Anais Anais di Chacarel a quello altrettando dolce di Dune di Christian
> Dior, a quello aspro CK di Cavin Klein o a quello aggrumato d'Eau D'issey.
> A dire il vero, non è che io sia particolarmente attratto dalle essenze e
> dagli aromi di questi profumi, anzi!
> Il problema si pone dal momento in cui la presenza di queste sostanze
> volatili, mi impedisce di gustare e assaporare al meglio, quel che più
adoro
> nel corpo di in una donna, l'odore.
> Quello della sua pelle, della sua carne.., dei suoi liquidi.
> Non stupitevi di quest'ultima mia affermazione, se avrete pazienza di
> ascoltarmi ancora per alcuni istanti vi descriverò com'è nata questa mia
> originale fissazione.
> Tutto ebbe inizio l'estate di due anni fa, quando tornando a casa dopo un'
> intensa giornata di lavoro, appena varcata la soglia di casa iniziai a
> spogliarmi degli abiti, per farmi una doccia refrigerante.
> "Rita! Sono io, sono tornato a casa, vado in bagno a farmi una
> doccia"
> Gridai a voce forte per farmi sentire da mia moglie, che presumibilmente
era
> già tornata a casa, visto che la porta di casa non era chiusa con la
> serratura di sicurezza.
> Non sentendo alcuna risposta, mi avviai direttamente in bagno, togliendomi
> anche gli ultimi indumenti che ancora avevo indosso.
> Non avendo figli, ci eravamo abituati a girare per casa con una certa
> libertà.
> La porta del bagno era chiusa. Il rumore dello scroscio dell'acqua
giungeva
> ora penetrante alle mie orecchie, aprii la porta e intravidi dietro la
> paratia in vetro della doccia le sinuose forme del suo corpo.
> "Rita, sono io, ti dispiace se faccio la doccia insieme con te?".
> Il rumore dell'acqua cessò e la paratia scorrevole si aprì.
> "No! Vieni pure, anch'io sono appena tornata a casa ed ho proprio
> voglia di rinfrescarmi".
> La osservai nello splendore del suo giovane corpo, mentre gocce d'acqua si
> depositavano per brevi istanti sul suo petto per poi riprendere la loro
> caduta verso il basso.
> Rita in verità non è una donna appariscente, i suoi modi eleganti
nascondono
> invece una carica erotica fuori del comune, forse è per questo che un
tempo
> presi, la decisione di sposarla.
> La sua pelle di un fresco colorito roseo mi appariva ora in tutta la sua
> bellezza.
> Sui seni minuti, ma non troppo, facevano bella mostra le areole di colore
> rosa, dei suoi capezzoli appuntiti dall'effetto refrigerante dell'acqua.
> I suoi lunghi capelli di un rosso carminio, le scendevano lungo il collo
> fino a lambire con le loro estremità il petto.
> "Vieni" mi fa ancora lei "C'è posto per entrambi".
> Il mio uccello nel frattempo si era inerpicato e si mise a pulsare come le
> lancette di un orologio.
> I nostri corpi iniziarono a sfiorarsi delicatamente con garbo. Le nostre
> mani conoscevano alla perfezione ogni recondito angolo di quelli altrui e
> non v'era bisogno d'alcuna parola.
> Sapevo come per lei era importante la tenerezza e quanto l'eccitasse lo
> strofinio delle dita delle mie mani sui suoi morbidi seni.
> La sua mano, scese sicura a sfiorare il mio orifizio anale, per poi
risalire
> lentamente lungo la scissura perineale, fino ad afferrarmi lo scroto. Un
> lieve fremito mi fece vacillare, e non trovai di meglio che appoggiarmi
con
> la schiena alla parete di mattonelle.
> Con l'altra mano afferrò il mio uccello ed iniziò a farla scorrere con
ritmo
> lento, in avanti e all'indietro.
> Mentre rivoli d'acqua scorrevano sui nostri corpi, presi a sfiorarla con
le
> labbra nella parte anteriore del collo, appena sotto l'epiglottide, zona a
> lei particolarmente sensibile, che sempre le produceva intenso piacere.
> Risalendo lungo il collo, con la punta della lingua m'insinuai nel
> padiglione auricolare. L'effetto fu immediato, ora le sue gambe presero a
> tremare, la sentivo fremere e sussultare, bisbigliando incomprensibili
> parole al mio orecchio.
> Con noncuranza prese a divergere le gambe, lasciando un piccolo passaggio
> fra le cosce ove far filtrare le dita della mia mano, che velocemente s'
> insinuarono fra quel pelo morbido come la seta che ricopre il suo pube.
> Iniziai a sfiorare le sue grandi labbra, impiastrate d'umore, per poi
> soffermarmi a lungo sul clitoride eretto e duro come il mio uccello.
> Fu a questo punto che lei prese in mano un panno di sapone di Marsiglia,
> quello per fare il bucato e me lo passò fra le mani.
> Era un passaggio abituale, ora desiderava essere insaponata e lavata con
le
> mie mani, come si conviene ad una scolaretta, senza fare uso di sostanze
> tossiche e nocive per la pelle, quali i "bagni schiuma" e i "detergenti
> intimi".
> La pelle sarebbe così rimasta morbida, liscia e vellutata e soprattutto
> avrebbe mantenuto l'odore della sua epidermide intatto come io desideravo.
> Ora i nostri corpi integralmente ricoperti di sapone presero a sfiorarsi,
> scivolando l'uno sull'altro provocando palpitanti brividi d'intenso
piacere.
> Fu a quel punto che Rita mi donò il primo d'innumerevoli istanti di
> godimento che segnarono l'inizio di un susseguirsi di nuove eccitanti
> scoperte amorose.
> ..."Ne ho voglia, non ne posso più!" mi sussurrò all'orecchio.
> Così dicendo allargò le gambe e prese copiosamente a pisciare.
> Un intenso getto d'urina di colore rosso fucsia prese ad uscire dalla sua
> passerina.
> Sul momento rimasi stupito da quell'avvenimento, soprattutto per il suo
> colore, per il resto ero abituato durante la doccia a ricevere fra le mie
> mani il frutto della sua vescica.
> Ero così eccitato che al termine della minzione, le sollevai con una mano
la
> coscia destra e tenendola sollevata le infilai il mio uccello, caldo come
il
> carbone ardente nella sua fica.
> Rita ora contraeva con piccoli movimenti l'interno della sua fica, che
> dentro, sentivo liscia come i petali di una rosa.
> L'amplesso, stante lo straordinario turbamento, non durò tantissimo. L'
> eccitazione fu così grande che le sborrai a più riprese dentro la sua
fica,
> senza alcuna precauzione.
> Lei venne almeno tre o quattro volte, a giudicare dal modo convulso con
cui
> si era messa a fremere e sussultare
> Passato l'attimo, mi colse un senso di paura e preoccupazione.
> ...."Hai visto il colorito delle tue urine?" le dissi.
> "Non t'impensierire" rispose Rita "E' che da qualche giorno ho
alcune
> linee di febbre e il dottore, mi ha prescritto un antibiotico il Rifadin
> avvertendomi di non preoccuparmi del colorito delle urine perché è dovuto
> all'eliminazione degli enzimi della rifampicina che è il suo principio
> attivo".
> Da quel giorno sulla nostra tavola all'ora di pranzo non mancano mai le
> confezioni dei più disparati coloranti, dal blu di metilene che colora le
> urine di blu, al verde di marculio che le fa diventare color prato
inglese.
> Naturalmente stiamo ben attenti a non farne abuso, poiché la loro
tossicità
> potrebbe causare notevoli danni sull'organismo, li usiamo con parsimonia e
> all'occorrenza..
> Partendo da questa prima fantastica scoperta, ci gettammo anima e corpo
alla
> ricerca e allo studio delle piante aromatiche e di quelle da frutto.
> Un bel mattino, quando ormai era ormai trascorso un anno, dalla prima
> fantastica scoperta, mentre ero in bagno intento a radermi la barba, mi
> sentii chiamare da dentro la doccia dalla voce calda e suadente di Rita.
> Aprii l'anta di vetro e mi sentii afferrare da una sua mano che m'invitava
> ad entrare seppure ancora in mutande all'interno.
> "Vieni, entra ho qualcosa d'importante da farti assaporare."
> "Ma dai..lo sai che ho fretta, sono già in ritardo e debbo andare a
> lavorare" le dissi.
> "Assecondami e vedrai che non te ne pentirai" mi rispose.
> "Ora inginocchiati, chiudi gli occhi ed apri la bocca" disse con
voce
> fievole ma suadente.
> Sentii scorrere nella mia bocca un caldo liquido dal sapore
dolciastro
> simile all'arancio. Aprii gli occhi e vidi che il liquido defluiva dalla
sua
> passerina. Per un attimo rimasi sorpreso, ma il piacere fu tale, che tutto
> eccitato mi liberai in un attimo di canottiera e mutande, misi Rita
carponi,
> con le mani ferme sulle ginocchia e cingendola ai fianchi con entrambe le
> mani le sputai un poco di saliva sul buco nero del suo bel culetto e sulla
> punta del mio cazzo duro, introducendolo con l'aiuto della sua mano nel
suo
> sfintere.
> Avevamo scoperto l'uovo di Colombo, bastava, infatti, per un giorno intero
> ingerire, insieme a circa tre litri d'acqua, un pranzo e una cena a base
> esclusivamente di un frutto della specie Citrus, per ritrovare nelle urine
> il sapore corrispondente ben diluito.
> Nella nostra casa da allora alterniamo giorni con pasti normali ad altri
> vegetariani a base di limone, arancio, bergamotto e pompelmo.
> La pelle di Rita ora è più lucente che mai, non ha bisogno né di profumi
né
> d'oleose fragranze e noi viviamo felici e contenti.
> farfallina